Settingiano Stilo

Direzione  stradale:  SS106 77,4 km, 1 ora 10 minuti   Tempo di percorrenza stimato in auto

 

 Un itinerario di storia, d’arte e di culto che si snoda fra i comuni calabresi di Stilo, Bisongi e Pazzano, nel cuore delle Serre, fra boschi secolari di faggi e abeti, corsi d’acqua e  

 tanta storia.

 La prima tappa di questo viaggio è Stilo, città del filosofo Tommaso Campanella e meta tra le più belle e interessanti per storia e arte.

 La posizione su cui sorge è già di per sé un grande spettacolo: l’antico borgo è infatti disposto a gradinate sulla pietra tufacea, sopra un pendio tra ulivi e viti, nel X secolo la città era il principale centro bizantino della Calabria meridionale.

 

 

 

 

 

 

 

Dal VII secolo questa zona divenne una delle principali mete dei monaci ortodossi provenienti dall’oriente. In Aspromonte sorsero moltissimi monasteri, soprattutto nella Vallata dell'Amendolea e nella Vallata dello Stilaro. La stessa Stilo accolse eremiti e monaci basiliani che abitarono le sue grotte e costruirono quel capolavoro che è la Cattolica, testimonianza dell'arte orientale, piccolo gioiello di architettura bizantina.

Anche nelle grotte presenti su questo territorio giunsero i monaci basiliani, tra questi, Giovanni Théristis. Dopo la sua morte la sua fama presso le popolazioni della zona crebbe a tal punto che venne acclamato santo e  sul luogo dove si riteneva esistesse la sua fonte sacra - a due chilometri dall'abitato - fu costruito il Monastero di San Giovanni Théristis, oggi monumento principale della città ed esemplare testimonianza di passaggio dall’architettura bizantina a quella latino normanna.

 

Altro luogo spirituale da non perdere è l’Eremo di Monte Stella. Chi giunge qui, percorrendo la strada da Pazzano o da Stilo, resta sensibilmente colpito dal luogo: un abisso nelle viscere della terra ove per due secoli circa gli Eremiti vissero in contemplazione, in preghiera, in mortificazione. Il santuario non è altro che una grotta naturale alle pendici della montagna, a cui si accede scendendo 62 scalini scavati nella pietra. Nel santuario si trovano, oltre alla statua della Madonna, i dipinti con l’Immacolata Concezione, la Santissima Trinità, l'adorazione dei pastori.

Infine, chi vuole un autentico contatto con la natura, non può perdere una visita alla Cascata del Marmarico che con i suoi 114 metri è la più alta della Calabria e dell’Appennino meridionale. Incastonata fra il Parco nazionale della Sila e quello dell’Aspromonte, e precisamente nell’alto corso della fiumara Stilaro, originata, a sua volta, dall’unione del fiume Folea e del torrente Ruggiero.

Il nome “Marmarico” ha un’origine dialettale e significa “lento” o “pesante” e probabilmente deriva  dall’impressione che l’acqua, seppure in perenne caduta, sembri apparentemente formare dei filamenti immobili.

 

 

 

 

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