COSTA TIRRENICA DIREZIONE SUD

Da Settingiano a Tropea passando per Curinga, Filadelfia e Pizzo

       Direzione stradale:Strada E 848-SS19, SP 115   14 km, 22 minuti per Curinga

 

       Curinga, platano Orientale, valle dell’Eremo di Sant’Elia vecchio.

 

Nel territorio del Comune Curinga è possibile ammirare un notevole Platano orientale un albero plurisecolare con una circonferenza di 18 metri e un’altezza di 12 metri. Si può fare una meravigliosa scoperta entrando all’interno dell’albero il fusto ha un incavo e può contenere venti o più persone. Per il suo portamento imponente questo patriarca vegetale è annoverato tra i monumentali alberi italiani. Per la sua rilevanza naturalistica e storica il platano di Curinga è meta di visitatori ed escursionisti.

L’ importante valore paesaggistico e culturale di Curinga si arricchisce anche per il contesto in cui si rinviene l’albero: un versante boscato in prossimità dei ruderi dell’Eremo di Sant'Elia Vecchio  luogo dove vivevano nell’anno mille i monaci Basiliani che hanno fatto costruire un importante complesso monastico che si collega ai numerosi monasteri presenti in tutta la Calabria.

Curinga, monastero basiliano di Santa Elia Vecchio, X° secolo.

Nell’abside semicircolare è visibile una decorazione a treccia continua per tutta la circonferenza del tamburo, sono individuabili altri ambienti di servizio annessi alla chiesa. Lo stemma  fuso delle due famiglie Loffredo e Caracciolo presente sopra l’entrata dell’abside attesta che le due famiglie hanno contribuito economicamente per la ricostruzione del monastero. Nel centro urbano è stato costruito nel seicento il santuario di Santa Elia Nuovo oggi dei Basilica dei Carmelitani. Questo luogo di culto conserva sotto la cripta della chiesa il cimitero dei monaci composto da tre camere circolari dove venivano deposti i corpi dei Religiosi seduti su sedili circolari e agganciati alle pareti.

Curinga, Santuario dei Carmelitani.                                       Curinga, Santuario dei Carmelitani, cripta-cimitero dei monaci.

 

Le terme romane presso Acconia di Curinga sono le uniche testimonianza architettoniche in Calabria che si elevano fino all’altezza di quattro metri. Particolare è la costituzione della muratura, la presenza di volte, nicchie realizzate con ciottoloni di fiume, pezzi di mattone, malta ordinaria e mattoni di argilla (opus testaceum). Sono stati ritrovati anche le condutture delle acque calde e dei vapori che conducevano al calidarium. I resti archeologici sono stati riutilizzati nel tempo come tempio pagano dedicato a Castore Polluce o a Giove e in periodo paleocristiano.


Da Curinga verso Filadelfia: Strada Provinciale 110, distanza 13,7 km, 20 minuti

Filadelfia (amore fraterno,dal greco) è un esempio di cittadina costruita dopo il terremoto del 1783 per opera dei profughi terremotati di Castelmonardo e del vescovo Giovanni Andrea Serrao su un assetto urbanistico formato dall’intrecciarsi del cardo e del decumano al cui centro spaziano quattro piazzette quadrangolari che ricordano sia nell’impianto che nel nome la prima capitale degli Stati Uniti d'America: la città Philadelphia la più importante dello stato della Pennsylvania dove Thomas Jefferson scrisse la Dichiarazione di Indipendenza. Nella piazza sono molto suggestivi i quattro campanili delle chiese principali. Vi suggeriamo di visitare la chiesa del Carmine dove si conservano una statua in marmo del Gaggini, Scuola di Cosimo Fanzago 1630/35, raffigurante la Madonna del Purgatorio, cimeli d’arte trasferiti da Castelmonardo. Uscendo dal paese potrai godere di un paesaggio incantevole che si apre  verso il Golfo di S. Eufemia con lo spettacolo delle Eolie, i colli del Vibonese e il Golfo di Lamezia Terme.

Percorrendo la strada provinciale che da Filadelfia porta verso l’Angitola incontrerai, all’altezza del bivio per Montesoro, i ruderi di S. Maria della Croce, uno dei più importanti monasteri dell’Ordine Agostiniano in Calabria. Fino al 1662 appartenne alla Congregazione Agostiniana degli Zumpani, fondata da P. Francesco da Zumpano nel 1501, poi, in seguito alla soppressione di quella, fu aggregato alla Provincia Agostiniana di Calabria Ultra.


Da Filadelfia verso Pizzo: Strada Provinciale 1 e SS522  distanza 20 km, 27 minuti

Pizzo è un centro peschereccio e balneare situato a picco sul mare (costa degli dei) in una pittoresca posizione lungo la costa del golfo di S. Eufemia. La cittadina risale all'alto medioevo sul sito dell'antica Napitum con il caratteristico Castello di Gioacchino Murat, riconosciuto monumento nazionale, fatto costruire da Ferdinando I d’Aragona nel 1400 e divenuto celebre perché vi fu tenuto prigioniero e poi fucilato Gioacchino Murat, re di Napoli e cognato di Napoleone. Pizzo è rinomata per i gelati artigianali ed anche per gli spaghetti al nero di seppia serviti nei numerosi ristoranti. Bisogna ricordare che un tempo era anche rinomata la pesca del tonno. Da visitare a Pizzo Calabro: Collegiata di S. Giorgio, la chiesa si presenta con prospetto barocco e nell'interno conserva tra l'altro un Crocifisso seicentesco in legno, alcune statue del XVI sec. in particolare la Madonna col Bambino e S. Caterina della cerchia del Gagini e un S. Giovanni Battista attribuito a Pietro Bernini.Assolutamente da non perdere è una visita alla chiesetta di Piedigrotta chiamata la “Madonnella”, interamente scavata nel tufo e le statue al suo interno scolpite nella stessa pietra.

La spiaggetta di Piedigrotta                    Pizzo, Castello di Giocchino Murat        Gelato Tartufo

 

Non molto distanti da Pizzo ci sono numerosi parchi e riserva naturali dove è possibile trascorrere momenti di piacevole relax: Lago Angitola (riserva naturale del W.W.F), l’area di Mongiana (parco regionale) e quello di Serra San Bruno(parco forestale).


Da Pizzo  verso Tropea: SS18 e Strada Provinciale 17distanza 35,3 km, 47 minuti

Tropea, una delle principali località balneare della Calabria, è stata costruita su una roccia che scende a picco sul mare ad un'altezza di circa 50 metri. Potrai visitare un monastero dei Francescani di notevole importanza e la Cattedrale Normanna del 1100. Di notevole interesse il centro storico con i palazzi nobiliari del '700 e dell''800 arroccati sulla rupe a strapiombo e la spiaggia sottostante. Interessanti sono i "portali" dei palazzi che rappresentavano le famiglie nobiliari alcuni sono dotate di grosse cisterne scavate nella roccia che servivano per accumulare il grano proveniente dal Monte Poro e successivamente veniva caricato tramite condotte di terracotta sulle navi che erano ormeggiate sotto la rupe di Tropea.

Tropea è dotata di un porto turistico di recente costruzione da dove è possibile raggiungere le vicine Isole Eolie in particolare il vulcano Stromboli quasi sempre visibile dalla costa calabrese tirrenica meridionale.

Tra i tanti  prodotti tipici e artigianali dei comuni limitrofi bisogna ricordare  la cipolla rossa, la nduja di Spilinga, il formaggio Pecorino del Poro, l'olio extravergine d'oliva e vini. Di notevole importanza anche l'artigianato locale, come i manufatti in terracotta.

Tropea, Veduta di Santa Maria dell’isola  e delle grotte

 

Visite: 3347